Il vino a supporto della digestione

Trattando l’influenza del vino sul metabolismo non era possibile non considerare anche le funzioni di aiuto nella digestione che caratterizzano questa bevanda.
Per dirlo in un frase: “Moderate quantità di vino durante i pasti migliorano l’appetito, aumentano le attività secretive utili alla digestione e aumentano la motilità gastrica e la peristalsi intestinale.”

Ma cosa significa tutto questo in pratica?
Per cominciare, l’alcool contenuto nel vino stimola la secrezione salivare che, grazie ad un enzima chiamato ptialina, ha l’importante compito di prima digestione del cibo ingerito e di scissione di componenti complessi, come ad esempio l’amido.
In questa fase risultano molto importanti anche le sensazioni organolettiche del vino. La sapidità e l’acidità saranno in grado di stimolare maggiormente le ghiandole salivari mentre, al contrario, sensazioni amare apportate dai tannini avranno funzione di astringenza all’interno della bocca.
Anche le sensazioni olfattive intervengono nella secrezione salivare, provocando per riflesso condizionato la famosa “acquolina”.

Fase successiva dove i componenti del vino intervengono nuovamente è rappresentata dal transito degli alimenti, oramai parzialmente modificati e diventati bolo alimentare, nello stomaco, dove succhi gastrici svolgono importanti azioni di scissione, in particolare nei confronti delle proteine.
In questo passaggio il vino, a contatto con la mucosa intestinale, sollecita una maggiore secrezione di succo, favorendo l’attività digestiva.
Bisogna ricordare, che come anticipato in precedenza il vino presenta un pH acido come anche quello dello stomaco e non interferisce dunque negativamente, al contrario (strano ma vero) dell’acqua che, non essendo acida, svolge azioni di rallentamento.

Indirettamente l’alcool è in grado di esercitare anche una seconda azione, sempre in questa fase. Questa sostanza ha infatti caratteristiche eccitanti e ha la capacità di diminuire la sensazione di sazietà; agisce infatti sull’ipotalamo, zona del cervello che stimola anche la produzione di serotonina, sostanza in grado di restituire al soggetto un senso di gonfiore e sazietà.

E’ infine dimostrato che i tannini ed i polifenoli in genere, oltre alle azioni antiossidanti, svolgono azioni protettive su alcuni tipi di lesioni ulcerose dello stomaco.