Le azioni del vino nell’intestino

Nebbiolo Continuando nel percorso del bolo alimentare il vino esercita poi importanti azioni stimolanti dell’intestino, aumentandone la capacità elastica e di assorbimento, che favorisce di riflesso una diminuzione del fenomeno di stitichezza.
Viceversa, i soggetti che soffrono di colite, ovvero propensi alla dissenteria, trarranno vantaggio dall’assunzione di vini ricchi di tannino che astringe e tonifica la muscolatura intestinale, compresa quella del colon.

Rientrano in questa categoria grandi vini rossi, in particolare quelli di origine Piemontese a base di Nebbiolo, come Barbaresco, Barolo, Ghemme e Gattinara.

Il Nebbiolo è un vitigno con una struttura importante nonché uno tra i vitigni italiani con maggiore concentrazione di tannini, che dà origine a rossi di buona struttura con ottima resistenza all’invecchiamento.
L’elenco delle proprietà digestive del vino risulta ancora decisamente lungo, ma per semplicità mi limito a segnalare le proprietà antisettiche nell’apparato gastrointestinale, la stimolazione della bile contribuendo alla digestione dei grassi e la proprietà fluidificante del sangue.
Proprio quest’ultimo influsso benefico ci fornisce quindi una motivazione sul tradizionale detto “Il vino fa buon sangue“.

Possiamo concludere l’argomentazione con le parole di 2 stimati ricercatori, L. Businco e L. Ficola che affermano “il vino è un complemento importante per l’alimentazione dei soggetti adulti, siano essi sani oppure sofferenti di qualche patologia“.