Relazione vino-psiche

Psiche“Si potrebbe in generale affermare che la felice combinazione che si ritrova nel vino delle sensazioni di colore, profumo, aroma e sapore, che si trasmette per via nervosa alla corteccia celebrale, provoca una piacevole reazione dei centri affettivi dell’encefalo che si irradia beneficamente in tutto l’essere” (E.A. Maury, Parigi, 1983).
Con quest’affermazione si intensificava un’era di ricerca dei rapporti tra il vino e la psiche umana.

Oggigiorno è possibile dimostrare che le endorfine, prodotte dal cervello e causa di sensazione di benessere a tutto l’organismo, sono stimolate anche dalle sensazioni piacevoli del vino.
Non per niente, i medici, consigliano di rimanere il più possibile sereni ed allegri per agevolare la cura delle patologie.

Da questa teoria derivano poi prescrizioni decisamente interessanti, come ad esempio quella di consumare Champagne contro le sensazioni di stanchezza mentale, consigliata dai medici, neanche a dirlo, francesi.
La composizione ricca di sali minerali di questo vino aiuta infatti il sistema nervoso.
Noi italiani non dobbiamo certo disperarci poiché possiamo tranquillamente ricorrere ai nostri spumanti, l’importante è che siano prodotti con il metodo classico, ex champenoise, ovvero lo stesso dei grandi Champagne.

E’ poi emerso che dosi moderate di vino sono in grado di prevenire l’indebolimento cerebrale, come sperimentato presso l’Istituto di Studi sul Vino di Bordeaux.
L’azione preventiva a questa ed altre affezioni sarebbe giustificata dalla presenza di zinco, elemento importante per il mantenimento ed il miglioramento della memoria.
Nel 1997 è stato dimostrato che il vino bianco previene o attenua il morbo di Alzheimer in misura dell’80%, in base ad uno studio su 3.777 soggetti che avevano superato di 65 anni d’età.

Possiamo quindi ampiamente affermare che il vino previene lo sviluppo di malattie neurodegenerative e che l’azione di elementi combinati, tra cui il resveratrolo che ritroveremo più avanti, svolge un’azione potenziante della memoria.