Parliamo di quantità

Le accuse nei confronti del consumo di bevande alcoliche e vino si susseguono incondizionatamente da sempre.
Come naturale, anche il consumo di vino ha da sempre risentito di questo fenomeno, accollandosi le critiche infondate di scienziati e studiosi.
Nel 1982 una ricerca affermò che la somministrazione di alcool in alcune cavie per esperimento ne aveva irrimediabilmente danneggiato le cellule del cervello e del fegato.

Il problema principale è che, nonostante le numerosissime sostanze di cui è composto il vino, molti degli esperimenti realizzati prima degli anni ’80 hanno quasi unicamente concentrato la loro attenzione sull’alcool, probabilmente per la sua forte rilevanza percentuale in relazione alla composizione chimica.
La stessa ricerca sopra citata prese in esame gli effetti dovuti ad una somministrazione pura di alcool nella stessa percentuale di quella contenuta nel vino, che risultava estremamente dannosa all’organismo umano ed animale ed in alcuni casi definito anche tossica.

La non veridicità di questi esperimenti ha cominciato a risultare quando, correttamente, si è iniziato a valutare il prodotto vino non come un concentrato di alcool, ma come un armonioso composto di numerosi elementi di cui l’alcool è solo una parte.
L’insieme di questi elementi rappresenta infatti un giusto mix per un prodotto sano e soprattutto salutare se assunto in dosi moderate.
A dimostrare questa tesi arrivò una ricerca che prese in esame una somministrazione di vino di 10 gradi alcolici ad un campione di ratti, mentre ad altrettanti fu somministrata una soluzione di acqua ed alcool di pari gradazione alcolica.
Il risultato? Gli unici che a fine effetto inebriante riportarono gravi e permanenti lesioni agli organi risultarono i secondi, oltre ad avere avuto maggiori difficoltà nello smaltimento.

E’ quindi necessario ricordare che il vino non è un concentrato di alcool, ma una soluzione idroalcolica di più di 6000 micro e macro elementi chimici, ottenuto per fermentazione alcolica totale e parziale di uva o mosto d’uva.
L’insieme di questi elementi rappresenta un fattore di protezione con rarissime controindicazioni mediche.

Non è neanche corretto considerarlo una semplice bevanda, ma potrebbe ad esempio essere valutato anche come un farmaco per le proprietà di prevenzione e terapia che possiede.