Fattori di tolleranza all’alcool

Come anticipato in precedenza, la quantità media d’assunzione di alcool è strettamente variabile in base al soggetto.
Esistono diversi fattori di tolleranza in grado di aumentare o diminuire nel bevitore la dose di vino raccomandata.

Primo fattore di tolleranza è la predisposizione genetica. La patologia può infatti essere legata ad aspetti ereditari, in grado di predisporre naturalmente soggetti capaci di sopportare dosi più levate di alcol, altri in grado di non reggerlo ed altri portati a non riuscire ad interrompere il consumo di alcool fino ad uno stato di ubriachezza, più rara nel consumo di vino ma maggiormente attribuibile a consumo di superalcolici.

La predisposizione genetica può essere legata non solo a singoli soggetti, ma anche ad intere popolazioni, legandosi con le abitudini alimentari delle singole zone geografiche.
Ne sono un esempio gli italiani, israeliani e russi che sembrano predisposti a tollerare maggiori quantità di alcol rispetto ad inglesi, norvegesi, finlandesi ed indiani.
E’ inoltre documentato che le popolazioni asiatiche sono scarsamente dotate dell’enzima in grado di assimilare l’alcool, tanto da accusare velocemente i sintomi di calore ed arrossamento classici di una difficoltà di metabolizzazione.

Ulteriore fattore risulta l’abitudine a bere, in grado di stimolare nell’organismo di soggetti regolari consumatori una maggiore produzione di enzimi in grado di attaccare e distruggere l’alcool più velocemente.

Altrettanto importante è la situazione di consumo. Assumere vino in concomitanza con i pasti, quindi a stomaco pieno, comporta un aumento dei tempi di metabolizzazione dell’alcool che viene assimilato gradualmente e, soprattutto, mantenendo una bassa concentrazione nel sangue.
Ecco perché, durante un pasto, la tolleranza all’alcool aumenta consentendo un consumo notevolmente maggiore rispetto alla media.
Al contrario, in situazioni a digiuno, l’assorbimento dell’alcool inizia nell’arco di 5 minuti dall’introduzione nell’organismo ed entro 15 minuti l’assorbimento arriva al 50% della dose introdotta, provocando stati di euforia e costringendo il fegato a ritmi di lavoro non ordinari, che possono portare all’ubriacatura quando la concentrazione di alcool nel sangue raggiunge livelli non tollerati.

Per ultimo, un corretto stato di salute dell’organismo del bevitore assicurerà una migliore tolleranza al consumo.