L’alcool nel vino, nella birra e nei superalcolici

Grappa SassicaiaTutte le bevande citate risultano essere alcolici, ma in percentuali notevolmente differenti.

  • Vino: da 5,5% a 20% (mediamente 12,5-14%)
  • Birra: da 4% a 6%
  • Superalcolici: da 22% a 70% (mediamente 30-40%)

Sono definiti analcolici tutti quei prodotti contenenti fino ad un massimo di 1,5% di contenuto alcolico, superalcolici tutti i prodotti che superano i 22% ed alcolici il resto delle bevande con contenuto di alcool variabile tra 1,5 e 21%.

I superalcolici vanno bevuti in dosi decisamente limitate e soprattutto esclusivamente a stomaco pieno, per non influire sul fegato. Ricordiamo che secondo recenti studi i superalcolici risultano la causa principale del fenomeno alcolismo a causa dello spropositato uso e consumo.

Bicchiere di birra Guinness Per quanto riguarda la birra possiamo affermare con certezza che rappresenta una bevanda molto diffusa, in Italia soprattutto nelle fasce giovanili.
L’errore più comune è consumarla fuori dai pasti, in dosi spesso poco moderate.

Occorre ricordare che tra tutti questi 3 prodotti solo il vino contiene un quantitativo rilevante di polifenoli ai quali viene attribuito il principale potere terapeutico e curativo.
Comparando i tre tipi di bevande relazionate al tasso di mortalità, M. Groenback ha concluso che il vino è in assoluto la bevanda alcolica più consona al nostro organismo, in base alla sua composizione chimica.

Particolarmente ricchi di polifenoli risultano i vini ottenuti da vitigni Nebbiolo, Teroldego, Pinot Nero, Lagrein, Marzemino, Corvina, Croatina, Vespolina, Merlot, Carignano, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Sangiovese e Aglianico, anche se il quantitativo finale è soggetto al sistema di vinificazione.